Cittadinanza e legalità democratica. Continua l’impegno in memoria di Don Giuseppe Diana.



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Cittadinanza e legalità democratica.

Continua l’impegno in memoria di Don Giuseppe Diana


Nella Diocesi di Caserta in data 25 marzo 2019 vi è stato un evento di particolare valore e significato culturale civile in memoria di Don Giuseppe Diana, a pochi giorni dal XXV anniversario del Suo martirio per mano della camorra.
Nella Cappella del seminario accatto al Duomo è stata installata ed inaugurata la bella e ricca mostra fotografica con documenti ed articoli dell’epoca, promossae realizzata dal Consorzio Agrorinasce, che ricostruisce la vita e le opere di Don Giuseppe Diana, gli anni terribili di sangue e di fuoco in cui venne eseguito il barbaro omicidio nella sua chiesa di Casal di Principe e i tragici momenti vissuti dalla famiglia e dagli amici durante i processi del suo omicidio. La mostra rimarrà aperta fino a venerdì 29 marzo, anche per visite guidate con le scuole.
Nello stesso tempo nella prestigiosa sala della Biblioteca Diocesana si è svolta la presentazione del nuovo libro di Luigi Ferraiuolo “La morte diDon Peppe Diana e la caduta di Gomorra” (San Paolo Edizioni), un’opera che ricostruisce e racconta la stagione del riscatto e del cambiamento avviato in una terra difficile, proprio grazie al martirio e al messaggio lasciato dalla testimonianza di vita e di militanza del giovane sacerdote: “Per amore del mio popolo non tacerò”. L’organizzazione è stata curata dalle Piazze del sapere/Aislo Campania, da Agrorinasce e dalla Biblioteca Diocesana.L’incontro ha rappresentato un momento alto di partecipazione e di mobilitazione delle migliori forze impegnate nella lotta per la legalità democratica sul nostro territorio. Per la prima volta si è tenuto nel capoluogo in occasione del 25 anniversario dell’esecuzione, a voler ribadire il valore universale di lotta e di resistenza che ci lascia la memoria di don Peppino, insieme con altre figure simbolo della volontà di riscatto, come don Milani, don Puglisi e Mons. Romero. Il dibattito è stato seguito con attenzione da un pubblico espressione delle più importanti ed attive reti associative: dall’Esecutivo del FTS Casertano al Forum Giovani del Comune di Caserta, dalle Acli, all’Arci, all’Auser, dal Presidio Libera a Nero e Non Solo, da Casa Rut di Rita Riaretta al Cidis Onlus, dal CSA Ex Canapificio alla Caritas, dal Presidente di Confindustria a Risorse e Futuro. E tanti altri cittadini e persone consapevoli.
La presentazione è stata coordinata da don Nicola Lombardi, che fu uno dei primi testimoni a vedere don Peppino dopo l’attentato. Dopo i saluti del Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto e del vescovo Giovanni D’Alise, vi sono stati gli interventi di merito sul volume di Ferraiuolo, anche con acute osservazioni e rilievi critici su alcuni punti del testo, come ha sottolineato Sergio Tanzarella – che a sua volta sta preparando un nuovo saggio che si aggiungerà alla già ricca bibliografia su don Diana. Come aveva già rilevato il prefetto, anche il procuratore aggiunto del Tribunale di S. MariaCV Antonio D’amato ha fatto rilevare che la lotta alla camorra non può essere ritenuta conclusa, che la “sconfitta di Gomorra” riguarda solo una parte dei clan grazie all’opera delle forze di polizia e della magistratura. Da tutti è stato sottolineato che va presa coscienza della mutazione genetica della criminalità organizzata, che oggi non ha più le forme della violenza e del sangue, ma quelle dei nuovi manager capaci di muoversi negli scenari del mercato globale del malaffare e del riciclaggio (in particolare con i traffici di droga, delle armi ai terroristi, della tratta degli umani e dell’azzardo). In sala erano presenti anche altri magistrati che hanno vissuto ai tempi la terribile stagione della criminalità organizzata nella Provincia di Caserta, come il dott. Andrea della Selva, il dott. Mariano Maffei, noti magistrati che per anni hanno operato al Tribunale di S. Maria CV.
Il momento più alto ed anche commovente si è vissuto con la testimonianza del VE Raffaele Nogaro, che ha ricordato le battaglie in difesa della memoria di don Peppino negli anni in cui si tentò di infangare anche la sua figura. Giovanni Allucci ha ricordato la genesi della nascita di Agrorinasce e il lavoro svolto in oltre 20 anni di attività nel recupero e nella valorizzazione dei beni confiscati alla camorra e in molti altri progetti per lo sviluppo del territorio con la massima sinergia istituzionale pur di raggiungere questi straordinari risultati. In quei territori, infatti, grazie al lavoro svolto da Agrorinasce sono nate, e si sono diffuse sempre più, tante esperienze di imprese sociali, innovative sul piano economico e sociale.
A conclusione, Pasquale Iorio ha sottolineato il fatto che in Terra di Lavoro va avanti un movimento di lotta e di buone pratichenel contrasto alle illegalità e alla criminalità organizzata e i segnali che sono emersi e ancora emergono a Casal di Principe per il riscatto civile e democratico di un intero popolo sono estremamente incoraggianti, come hanno dimostrato i giovani provenienti da tutta Italia alla manifestazione dello scorso 19 marzo, il giorno di S. Giuseppe, in occasione del XXV esimo anniversario dell’uccisione di Don Giuseppe Diana.

Ufficio stampa                                                                       Caserta, 26 marzo 2019
 
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