54 a 115. Destinazione istituzionale, sociale e produttiva: Attivo per le aree agricole (31 terreni agricoli). Lavori in corso per il borgo e le opere di urbanizzazione primaria (31 immobili)

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Complesso agricolo denominato ‘La Balzana’, S. Maria La Fossa (CE), finanziamento Ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR e Regione Campania

Indirizzo: località La Balzana, Strada Provinciale 333

Beneficiario e Stazione Appaltante: Agrorinasce scrl.

Soggetto gestore: Agrorinasce scrl e 27 imprese agricole per i terreni agricoli

 

Si tratta di un complesso agricolo confiscato per 2/3 in quota ideale nell’ambito del processo cd. ‘Spartacus’ a Francesco Schiavone, Sandokan, e Francesco Bidognetti, Cicciott’ e Mezzanotte, ritenuti i capi del clan camorristico di Casal di Principe. La residua parte è stata confiscata definitivamente agli eredi di ‘Dante Passarelli’, fittizio intestatario del complesso agricolo attraverso la società IPAM srl, lo scorso mese di maggio 2017 ed assegnata al Comune di S. Maria La Fossa nel mese di dicembre 2017.

Il complesso agricolo denominato “La Balzana” sito in Santa Maria La Fossa, è costituito da circa 31 terreni agricoli per un totale di 200 ettari di estensione, 20 abitazioni coloniche e 14 edifici rurali (capannoni e stalle).

“L'azienda presumibilmente nasce agli inizi del ‘900 e negli anni ha subito diverse trasformazioni fino all’acquisizione fatta dalla società Cirio. ‘La Balzana’ nella configurazione attuale presentava la peculiarità di essere una azienda con abitazione per i propri dipendenti. Le abitazioni circostanti l'azienda erano 20 mentre all'interno vi erano due abitazioni per il direttore ed il vicedirettore. Ogni abitazione era goduta gratuitamente dai dipendenti ed era composta da 5 vani ed un bagno, oltre ad avere il pollaio, un orto ed un forno per il pane in comune. In quegli anni l'intera attività produttiva, dalla lavorazione dei campi alla cura e mungitura degli animali, era realizzata a mano. I prodotti dei campi erano trasportati in azienda con carri trainati da cavalli, la fecondazione degli animali veniva effettuata da veterinari dell’azienda come dipendenti in considerazione del continuo lavoro di miglioramento genetico e di analisi della produzione di latte. Negli anni 60' l’azienda aveva raggiunto l'apice della propria attività con circa 80 dipendenti fissi e oltre 800 dipendenti stagionali. Proprio negli anni ‘60 si procedeva ad un’ampia trasformazione lavorativa attraverso la meccanizzazione di tutte le fasi lavorative del terreno, l'impianto di mungitura, passando dalla stabulazione fissa del bestiame alla stabulazione libera con un aumento di mille capi di bestiame. L'azienda, essendo cresciuta nella sua popolazione, realizzò al proprio interno la scuola elementare, (una classe con un’unica insegnante per tutte le classi elementari) e la chiesa. A tutti i dipendenti era distribuito giornalmente e gratuitamente un litro di latte.

In seguito l’azienda fu acquistata dalla S.M.E., azienda a partecipazione statale, che faceva parte del gruppo I.R.I. Con la privatizzazione della SME, l'azienda fu venduta a privati, liberando la struttura di tutti gli animali esistenti; ancora successivamente venduta alla IPAM dei fratelli Passarelli, prestanomi della famiglia Schiavone.

L’obiettivo di Agrorinasce e del Comune di S. Maria La Fossa è stato sempre di valorizzare l’intero complesso agricolo per finalità agroalimentare con il recupero di tutte le infrastrutture esistenti e tutti i terreni agricoli.

I luoghi, dopo oltre 20 anni di processi, versavano in condizioni assai precarie e sono necessari ingenti finanziamenti.

Già prima della definitiva assegnazione al Comune di S. Maria la Fossa da parte dell’Agenzia Nazionale avvenuta nell’anno 2017, Agrorinasce, d’intesa con la stessa Amministrazione Comunale, ha effettuò le seguenti operazioni preliminari:

  • un primo studio dell’area in collaborazione con il Dipartimento di Architettura della Federico II° nell’ambito del progetto culturale ‘Dal Degrado alla Bellezza’;
  • l’analisi delle falde acquifere dell’intero complesso agricolo, al fine di verificare le possibilità di riutilizzo delle acque a fini agricoli, effettuata in collaborazione con la Regione Campania – Assessorato all’Agricoltura e l’ARPA Campania;
  • l’analisi dei terreni, sempre per una prima verifica dello stato dei luoghi dopo anni di abbandono dell’area, in collaborazione con il CIRAM – Centro di Ricerche Interdipartimentale in materia ambientale della Federico II.
  • Una prima pulizia e sfalcio dei terreni agricoli al fine di prevenire incendi e avviare la fase di rigenerazione dei terreni agricoli dopo anni di abbandono, avvenuta alla fine dell’anno 2016, con gli agricoltori del territorio individuati con procedura pubblica.

A quest’ultimo bando pubblico parteciparono 21 agricoltori/allevatori che operano nel territorio di S. Maria La Fossa. A ciascuno di loro Agrorinasce fu assegnato in via provvisoria quota parte dei 200 ettari disponibili con un contratto simbolico di euro 100,00 al netto di IVA per sei mesi che Agrorinasce ha destinato alla valorizzazione dell’area medesima in particolare per il frazionamento ideale dell’intera area agricola, la segnaletica d’ingresso alla Balzana e una prima festa pubblica.

Il progetto di fattibilità tecnico economico predisposto da Agrorinasce negli anni 2018 e 2019 per il completo recupero dei beni immobili e dell’area, con relativi sottoservizi (strade, piazzale, rete fognaria, rete idrica, pubblica illuminazione, impianti di telecomunicazione ecc..), prevedeva circa 30 milioni di euro di finanziamenti.

Il progetto si propone di realizzare il “Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania” con accoglienza/residenza, didattica, formazione specializzata, produzione e vendita di prodotti alimentari, turismo rurale. In sostanza, l’idea è di concentrare in un unico luogo la coltivazione di grano, pomodoro, ortaggi vari, frutta e altri prodotti agricoli tipici, piccoli allevamenti, la loro trasformazione in pane, pasta, conserve, mozzarella di bufala campana, carni e salumi, vini e liquori (in gran parte IGT e DOP), e poi prevedere la ristorazione, la pizzeria, l’insediamento di un istituto agrario con annessa azienda agraria per gli studenti, centri di ricerca e di formazione specializzata, residenze per i lavoratori, accoglienza per i turisti.

Un progetto ambizioso che trova utili sinergie con la Fondazione Real Sito di Carditello e la Reggia di Carditello, già in fase di recupero e valorizzazione e distante meno di due chilometri, e il Consorzio di Bonifica del basso Volturno.

Agrorinasce subito dopo la redazione dello studio di fattibilità tecnico economico, nell’anno 2019, ha chiesto ed ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, la convocazione di un tavolo istituzionale per l’esame e il finanziamento del progetto. Al primo Tavolo istituzionale promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a Roma il 6 maggio 2019 sono stati presenti, oltre ad Agrorinasce e al Comune di S. Maria La Fossa, i rappresentanti delle seguenti istituzioni: 1) Presidente del Consiglio dei Ministri, 2) Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega Gioventù e Servizio Civile; 3) Ministero delle politiche alimentari, forestali e del turismo; 4) Ministero dello Sviluppo Economico e del Lavoro; 5) Ministero dei Beni Architettonici e Culturali; 6) Ministero per il Sud; 7) Agenzia per la Coesione Territoriale; 8) Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; 9) Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento delle Politiche di Coesione. Il progetto prevede lavori per un totale di 30 milioni di euro circa.

Al primo Tavolo Istituzionale ne è seguito un secondo che si è tenuto a S. Maria La Fossa, presso il Centro di educazione e documentazione ambientale Pio La Torre, il giorno 9 luglio alla presenza dell’allora Ministro per il SUD on. Barbara Lezzi, con la notizia del finanziamento del primo lotto di euro 15 milioni di euro per la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria, l’istituto agrario e il centro polifunzionale, da realizzare con fondi FSC. Il finanziamento è stato ottenuto il 24 luglio 2019 con delibera CIPE ed è stata pubblicata nel mese di novembre dello stesso anno. Il responsabile del piano ‘progetti esemplari’, nell’ambito della strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati, è l’Agenzia per la Coesione Territoriale. Alla fine dell’anno 2019 è stato avviato un nuovo bando per la concessione provvisoria di lotti agricoli per tutti i 200 ettari disponibili destinato a imprese agricole e con finalità economiche. Alla manifestazione di interesse hanno partecipato 38 ditte agricole e ritenute ammissibili 37 ditte. Nel corso dell’anno 2020 e dell’anno 2021 il Consorzio di Bonifica del basso Volturno ha realizzato i lavori di ripristino degli impianti di irrigazione dell’intero complesso della Balzana. Il ricavato della concessione derivante dai terreni agricoli è stato destinato alla valorizzazione del medesimo progetto della Balzana e dei beni confiscati nel Comune di S. Maria la Fossa, con risultati già importanti conseguiti fino all’anno 2022.  Nel corso dell’anno 2021 sono state avviate le prime procedure pubbliche finalizzate alla progettazione definitiva ed esecutiva sul recupero e la valorizzazione di tutte le opere di urbanizzazione primaria, dell’istituto agrario e del Centro polifunzionale del complesso agricolo la Balzana. Nel corso dell’anno 2022, al termine della fase di progettazione esecutiva, sono state indette gare per la realizzazione dei lavori per oltre 11 milioni di euro. Nel corso dell’anno 2023 sono stati stipulati i contratti di appalto e avviati i lavori che si concluderanno entro l’anno 2025 e il primo semestre 2026.

Nel corso dell’anno 2024 sono stati predisposti gli studi di fattibilità per il recupero e la valorizzazione delle ville bifamiliari e i capannoni per le attività economiche per un importo complessivo di 24 milioni di euro e proseguite le interlocuzioni istituzionali per il finanziamento del completamento. Nel corso dell’anno 2024 è stato indetto anche il nuovo bando per la concessione provvisoria dei terreni agricoli per il triennio 2024-2027 a favore degli agricoltori del territorio. Sono state aggiudicate le nuove aree agricole a 27 imprese del territorio. I contratti di concessione provvisoria triennale sono stati stipulati nell’anno 2025. Nel corso del medesimo anno sono stati trasmessi al Ministro per la coesione territoriale, gli affari europei e il PNRR i progetti di fattibilità aggiornati e relativi al lotto 4 e al lotto 5; inoltre è stato pubblicato il bando per i lavori di restauro per le prime tre ville relative al lotto 4.

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Agg 04.2026

 

 

 
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