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FINANZIATA DALLA REGIONE CAMPANIA
LA “CASA DON DIANA” IN UN BENE CONFISCATO ALLA CAMORRA A CASAL DI PRINCIPE

 

 

 

villa confiscata
 
il recupero dei beni confiscati:
recupero beni confiscari
 


La villa confiscata al boss Egidio Coppola

 

La Regione Campania finanzia il progetto presentato dal Comune di Casal di Principe, Agrorinasce e ASL CE2 della “Casa Don Diana: Centro di Pronta e temporanea accoglienza per i minori in affido” in una villa confiscata alla camorra in Casal di Principe che faceva riferimento al patrimonio di Egidio Coppola.
«È un sogno che diventa realtà – afferma il direttore generale di Agrorinasce Giovanni Allucci – Per il decennale della morte di Don Peppe Diana avevamo predisposto questo progetto insieme all'Amministrazione Comunale di Casal di Principe, con il contributo dell'ASL CE2 e con il consenso di tutti i Comuni soci di Agrorinasce, pensando proprio a Don Peppe ed al suo impegno a favore dei minori e della legalità. Questo progetto è il risultato di straordinaria sinergia tra Agrorinasce, Amministrazione Comunale di Casal di Principe e ASL CE2. La Regione Campania e l'Assessora Incostante hanno creduto in pieno alla validità della nostra proposta».
Il progetto, per un importo pari a 200.000,00 euro, è stato finanziato grazie ai fondi della legge regionale sui beni confiscati, gestito dall'Assessorato agli enti locali ed alla sicurezza urbana dell'Assessora Maria Fortuna Incostante.
«Ogni anno - sottolinea il direttore Allucci - ben 350 bambini nella sola area aversana, che vivono un disagio familiare e sono in attesa di una famiglia per un affido temporaneo, hanno bisogno di tale struttura sociale. Le caratteristiche infrastrutturali del futuro Centro per i minori sono state definite di concerto con l'ASL CE2». «Ma in questo momento – conclude il direttore Allucci – il nostro pensiero va innanzitutto ai familiari di Don Peppe, alla Diocesi di Casale ed a tutte le persone che hanno creduto in lui e che in quest'ultimo anno hanno lavorato e partecipato al decennale della Sua scomparsa. Non vediamo l'ora di poter avviare i lavori ed inaugurare al più presto la struttura, ciò costituirà il nostro pensiero fisso per tutto il 2005».
Agrorinasce, presieduta dalla dr.ssa Immacolata Fedele, vice prefetto aggiunto dell'Ufficio Territoriale di Governo di Caserta, continua il suo impegno nel rafforzamento della legalità e nel recupero ad uso sociale dei beni confiscati.
Già tre i beni confiscati utilizzati ed in corso di utilizzazione, oltre alla citata Casa Don Diana, ci sono “L'Università per la legalità e lo sviluppo” – al cui interno sono localizzati gli uffici di Agrorinasce, lo sportello informagiovani e la biblioteca comunale – ed il recupero della villa confiscata a Walter Schiavone destinata a Centro Sportivo riabilitativo e per i disabili, la cui progettazione, in corso di ultimazione, è stata affidata alla Facoltà di Architettura di Aversa.
«Nel futuro – conclude il direttore Allucci - ci saranno senz'altro altri progetti significativi di riutilizzo di beni confiscati, anche in Comuni limitrofi a quelli di Agrorinasce, con intese in parte già definite con il Ministero dell'Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – e che coinvolgeranno la Regione Campania».

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AGRORINASCE AFFIDA ALLA FACOLTÀ DI ARCHITETTURA DI AVERSA LA PROGETTAZIONE DEL RECUPERO DELLA VILLA CONFISCATA A WALTER SCHIAVONE


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villa confiscata

La villa confiscata al boss Walter Schiavone

Agrorinasce e la Facoltà di Architettura di Aversa iniziano un importante rapporto di collaborazione per il recupero ad un uso sociale della villa confiscata al boss camorrista Walter Schiavone, destinata a diventare sede del “Centro Sportivo riabilitativo e per disabili”: alla Facoltà di Architettura, attraverso il Dipartimento Cultura del Progetto, è stata affidata la progettazione esecutiva e la direzione dei lavori di recupero della villa.
«Si tratta di un accordo molto importante per tutto il territorio – afferma il direttore generale Giovanni Allucci – che è stato possibile grazie al finanziamento concesso dalla Regione Campania, Assessorato allo Sport, Turismo e Tempo Libero. È un accordo che permette di raggiungere un duplice obiettivo: concretizzare in tempi relativamente rapidi la realizzazione di una importante struttura sociale, utile a tutta l'area aversana, ed, allo stesso tempo, sensibilizzare l'opinione pubblica, in particolare i giovani dell'area, e le Amministrazioni Comunali sul recupero sociale dei beni confiscati alla camorra».

Un forte impegno attende Agrorinasce e la Facoltà di Architettura, anche in considerazione sia dei notevoli danni che presenta la struttura, sia delle stesse dimensioni della villa confiscata, che sorge su un'area di 3.400 mq circa, con un immobile di tre livelli per complessivi 850 mq ed una piccola piscina esterna.

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