| IL PROGETTO "AGRORINASCE" | |||||
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LA MISURA 1.3 Per la prima volta la Commissione Europea dedica risorse (fondi strutturali) alla specifica questione del "rafforzamento della sicurezza". Anzi - come dice il testo della Misura 1.3 dell'Unione Europea (U.E.) - del "rafforzamento dei sistemi sociali e locali" con l'obiettivo di rendere meno forte l'attrazione che la criminalità (in particolare la criminalità organizzata) esercita su un dato territorio. Tale obiettivo "comunitario" coincide con la volontà di riscatto di intere comunità del nostro Mezzogiorno, che vedono da decenni nella questione della sicurezza il passaggio obbligato e difficile attraverso il quale passa il proprio sviluppo non solo economico ma anche sociale, culturale e morale. L'iniziativa "Agrorinasce" costituisce dunque una sperimentazione assolutamente inedita di un diverso modo di progettare sviluppo, unico progetto pilota in Italia ed in Europa, che ha nel concreto avviato le attività che l'Unione Europea programma di realizzare nella direzione del "rafforzamento della sicurezza". Una sperimentazione pilota che non ha, evidentemente, tradito le attese visto che l'U.E. ha deciso di ampliare ed estendere in molte altre realtà del Mezzogiorno l'esperienza che la società Agrorinasce ha realizzato nei Comuni di Casal di Principe, Casapesenna, S. Cipriano d'Aversa e Villa Literno. È significativo a questo proposito che i Comuni di Cinisi, Terrasini, Corleone, Montelepre, San Giuseppe Jato, Capaci hanno chiesto ad Agrorinasce un gemellaggio al fine di attuare a loro volta progetti analoghi. Il progetto di Agrorinasce fa parte quindi del P.O.M. "Sicurezza per lo sviluppo del Sud", che è quasi per intero dedicato allo sviluppo di tecnologie per un migliore presidio del territorio. Il progetto stesso (Misura 1.3) gestito dalla società Agrorinasce è l'unico che punta in maniera integrata al rafforzamento del sistema scolastico, alla creazione di posti di lavoro, a favorire l'aggregazione sociale ed a diffondere la cultura della legalità. Scuola e Lavoro, in particolare, sono condizioni per lo sviluppo di più elevati livelli di sicurezza. E su Scuola, Lavoro e, quindi, Sicurezza sono fissati i più importanti obiettivi specifici del progetto: un miglioramento dei tassi di scolarità e di occupazione regolare nell'area e, dunque, una diminuzione del numero dei reati commessi in rapporto alla popolazione. Scuola, Lavoro, Aggregazione sociale e Cultura della legalità: su questi versanti quasi tutti gli interventi avviati sono innovativi, alcuni ad alta valenza comunicativa sebbene di piccola dimensione economica. L'insediamento, in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, di un Istituto dedicato alla formazione e all'incontro tra operatori sociali impegnati in aree a rischio in diverse Regioni d'Italia; il laboratorio che progetterà e seguirà itinerari personalizzati di "emersione" di imprese sommerse; l'incontro tra l'Unione degli Industriali e la Scuola; il progetto "Scuola Aperta" che coinvolge tutti gli Istituti scolastici; la realizzazione di un'area industriale per Piccole e Medie Imprese e per artigiani; la valorizzazione delle risorse del territorio (testimoniata dalla capacità di lavoro degli operatori nel settore edile e caseario) per la creazione di nuove imprese: questi alcuni degli svariati progetti avviati. Tuttavia, per un più efficace e proficuo risultato sul territorio, occorre mobilitare l'intera Società civile verso il comune obiettivo di più lavoro, più sicurezza, più legalità. Gli interventi, per questa ragione, hanno anche l'obiettivo non secondario di dare speranza, credibilità e fiducia al lavoro di chi sul territorio già opera, di chi al rafforzamento della legalità sta già da tempo dedicandosi con impegno, coraggio e passione. L'iniziativa - che è nata sulla base di
un'idea progettuale di alcuni giovani consulenti originari della provincia
di Caserta e grazie all'impegno di Istituzioni come il Ministero del
Tesoro, quello degli Interni e la Commissione AntiMafia - dovrà riuscire
a "mettere insieme" i cittadini e le istituzioni per far crescere la
cultura della legalità in ambienti che si presentano spesso frantumati.
Una nuova convergenza, dunque, tra i cittadini e le istituzioni; tra
gli interessi di amministrazioni comunali di diversi "colori" politici
(è importante comprendere che un'infrastruttura costruita in un unico
comune ha un'utilità sociale anche per gli altri); infine tra cultura
delle competenze (quelle occorrenti per assumere le decisioni nei tempi
che l'Unione Europea impone) ed impegni spontanei dei cittadini tutti,
senza i quali il progetto non avrebbe sufficiente energia. La logica con la quale ci muoviamo è quella di ricorrere oggi ai finanziamenti pubblici per non averne più bisogno domani, dunque per potervi rinunciare nello stesso istante in cui avessimo la consapevolezza che il processo virtuoso che abbiamo avviato non è più reversibile. È in questo senso una logica, appunto moderna, che ribalta l'atteggiamento che troppo spesso il Mezzogiorno ha avuto nei confronti dei finanziamenti erogati "da Roma" ed attualmente "da Bruxelles". Questo ribaltamento di logica è inevitabile perché è quello che l'Unione ci chiede: ed è proprio su questo ribaltamento che abbiamo costruito gli aspetti più interessanti del progetto di rinascita dell'Agro. |
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