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  Monumenti per la legalità, inaugurata la mostra a Casal di Principe






dal Mattino, 23/05/2008

Legalità, pezzi d’arte nella villa del boss modello Scarface

Casal di Principe. Confiscata nel 1998, bruciata nel 1999. Destinata a uso sociale nel 2003. In cantiere dal 2007, vandalizzata lo scorso 15 maggio e location per una mostra d’arte da domani fino al 22 giugno. Il curriculum della villa appartenuta a Walter Schiavone, Walterino, fratello di Francesco Schiavone alias Sandokan si allunga di anno in anno. Fatiscente nella struttura e annerito dalla fuliggine a prestarsi ancora una volta ai riflettori della ribalta è quell’atrio che negli anni passati il camorrista e la sua famiglia attraversavano per andare nello spettacolare giardino di oltre duemila metri quadrati con tanto di laghetto, ponticello e piscina. Ripulito pur senza farlo brillare lo spazio sul quale cadeva l’immenso lampadario diventa un percorso pedonale entro il quale i visitatori sono costretti a muoversi non fosse altro che per ragioni di sicurezza. Il cantiere è infatti, ancora aperto. La mostra de «I monumenti per la legalità: sei indici per la bellezza dell’uomo», inaugurata sabato 24 maggio, è già candidata a essere un’attrattiva che va ben oltre l’imprimatur del senso di riscatto che gli organizzatori vogliono darvi. Per Gianni Allucci amministratore delegato della società consortile Agrorinasce promotrice dell’iniziativa, «si tratta di un’occasione unica in grado di dare la giusta risposta a chi quella villa la voleva distrutta e ad altri che guardano all’uso dei beni confiscati ancora con una certa circospezione». È l’opportunità per visitare, prima della trasformazione in centro sportivo e riabilitativo per i diversamente abili, la villa che «Walterino» volle identica a quella del gangster cubano di Miami, Tony Montana, nel film Scarface interpretato da Al Pacino. E dalle luci di Hollywood si passerà a quelle dell’arte con l’opera «L’albero della legalità» di Massimo Patroni Griffi destinato al parco di Casal di Principe, con «Lavori in corso» di Lello Lopez che sarà collocato a San Cipriano d’Aversa e ancora con la scultura in ferro attesa a Santa Maria La Fossa fatta da Angelo Golia, per finire con «Light» progettata da Arturo Casanova per Casapesenna e «Anche Villa Literno» di Raffaele Bova. Sei idee diverse messe irrepetibilmente tutte insieme per contaminare con la bellezza un territorio sporcato dalla camorra. «Si dice - conclude Allucci - che l’arte funzioni come detonatore di un accadere, ebbene noi siamo certi che qualcosa accadrà». La speranza è in una spinta propulsiva verso una nuova cultura. La camorra che nella villa Scarface è rappresentata nella sua egemonia e sfrontatezza, da domani diventerà la presunzione negata. Quella casa troppo grande per una famiglia normale sarà il nulla che si presta al tutto della rinascita.

dal Mattino











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