Creato 13 Settembre 2017 Categoria: Iniziative per la Legalità
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Gent.mo dott. Giovanni Allucci

magiLe sono grato dell'invito ma impegni di lavoro in altra sede di impediscono di essere presente alla manifestazione.

Tramite la sua persona, partecipo con questa breve comunicazione.

Il complesso agricolo 'Balzana' non è un bene confiscato come tanti altri.

Per la sua ubicazione, le sue dimensioni, il suo valore economico (almeno prima del degrado dovuto alla lunghezza dei procedimenti che hanno dato luogo alla confisca) rappresenta 'storicamente' il principale investimento immobiliare del clan camorristico chiamato 'dei casalesi' , facendo così torto alla prevalente parte sana ed operosa dei cittadini di Casal di Principe .

Il gruppo mafioso vincente, capeggiato da Schiavone Francesco, voleva farne il simbolo visibile della sua potenza nei primi anni '90.

L'azione investigativa e giudiziaria svolta tra la fine degli anni '90 del secolo scorso e i primi dieci/quindici anni di questo secolo ha impedito che ciò avvenisse.

Nel maxiprocesso cd. Spartacus l'enorme tenuta agricola venne confiscata nella misura di due terzi, dopo l'improvviso decesso del sig. Dante Passarelli, persona cui il bene era stato ritenuto riferibile solo sul piano formale. Ciò avveniva già tra il 2005 (decisione di primo grado) e il 2010 (sentenza definitiva).

Una successiva, complessa procedura di prevenzione patrimoniale ha consentito - seppure in tempi non brevi - la confisca della parte residua, caduta in successione nel patrimonio familiare.

Molti anni sono trascorsi, ma il valore simbolico della confisca resta intatto e rappresenta una importante occasione di rilancio per l'intera area.

Quella associazione mafiosa, agguerrita e temibile sino a pochi anni fa è oggi un brutto ricordo.

Se ciò è vero lo si deve all'impegno dei tanti che hanno reagito - qualcuno rimettendoci la vita -, alla prepotenza, al potere delle armi, alle lusinghe del danaro facile. Lo si deve anche all'impegno e alla onestà di molti appartenenti alle forze dell'ordine e alla magistratura.

Restituiamo ad una collettività che ritengo diversa da quegli anni una risorsa importante.

La classe dirigente attuale deve essere capace di raccogliere questa sfida e programmare un utilizzo dell'area che sia correlato alla sua vocazione originaria e che sia capace di includere le tante forze sane di questo territorio.

La Balzana non è un bottino di guerra da spartire ma un patrimonio produttivo da rilanciare nell'interesse del territorio.

 

 

Cordiali saluti                                                     Raffaello Magi

 

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