Creato 24 Maggio 2017 Categoria: Iniziative per la Legalità
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(ANSA) - NAPOLI, 23 MAG - Nella giornata dedicata alla memoria dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, entrambi uccisi dalla mafia - il primo proprio 25 anni fa - torna definitivamente alla collettività per iniziative di pubblica utilità, a San Cipriano d'Aversa nel Casertano, il complesso di ville confiscate alla famiglia del boss dei Casalesi Michele Zagaria.

   La rinascita di un luogo simbolo dell'Antimafia avviene attraverso un protocollo d'intesa firmato questa mattina dall'Agenzia per la Coesione Territoriale e dal Consorzio Agrorinasce, ente strumentale dei Comuni di Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa e Villa Literno, che amministra dal 1998, anni di fondazione, 155 beni confiscati alla camorra nei soli Comuni soci, molti dei quali già attivi con destinazioni pubbliche, sociali e anche produttive; presenti il Direttore Generale dell'Agenzia per la coesione territoriale Maria Ludovica Agrò, il Presidente di Agrorinasce, Immacolata Fedele, e l'amministratore delegato del Consorzio Giovanni Allucci. Il complesso edilizio, dell'estensione di circa 13.500 mq, all'interno della quale insistono tre ville e un'area destinata ad imprese (la famiglia Zagaria era dedita ad attività nel settore delle costruzioni e movimento terra) e relativi spazi esterni, è stato acquisito dal Comune di San Cipriano d'Aversa solo pochi mesi fa ma per anni ha versato in completo stato di abbandono e incuria. Al momento è utilizzato provvisoriamente per ospitare la ditta che gestisce l'appalto della nettezza urbana che ha provveduto ad una prima messa in sicurezza e pulizia dell'area, ma occorrono diversi milioni di euro per un reale recupero dell'intero complesso edilizio. "Ringrazio l'Agenzia per la Coesione Territoriale - afferma Allucci - per la collaborazione istituzionale che contiamo di avere per la realizzazione di iniziative importanti di valorizzazione dei beni confiscati, come avverrà per questo complesso di ville confiscate alla famiglia di Michele Zagaria. Ma abbiamo già in mente altre iniziative anche su altri beni immobili dall'alto valore simbolico". Il Sindaco di San Cipriano, Vincenzo Caterino, non nasconde la propria soddisfazione: "Il recupero e la valorizzazione di questo complesso confiscato alla camorra rappresenta una sfida importante per la nostra Amministrazione, ma senza finanziamenti pubblici adeguati ed una collaborazione delle istituzioni regionali e nazionale diventerà un'impresa difficilissima. Noi siamo pronti a fare la nostra parte insieme ad Agrorinasce". All'iniziativa ha preso parte anche Bruno D'Urso, magistrato che dispose la confisca del complesso edilizio.

 

(ANSA) - NAPOLI, 23 MAG - Dopo anni di abbandono e incuria torna definitivamente alla collettività per iniziative di pubblica utilità il complesso immobiliare confiscato a San Cipriano d'Aversa (Caserta) alla famiglia del boss dei Casalesi Michele Zagaria, un'area su cui sorgono tre ville e una zona destinata alle imprese. Il riutilizzo è stato formalizzato dalla sottoscrizione di un protocollo di intesa tra l'Agenzia per la Coesione Territoriale e il Consorzio Agrorinasce, ente strumentale dei Comuni di Casal di Principe, Casapesenna, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Santa Maria La Fossa e Villa Literno, che amministra 155 beni confiscati alla camorra. Per rendere realmente fruibile il complesso, al momento utilizzato per ospitare la ditta che gestisce l'appalto della nettezza urbana che ha provveduto ad una prima messa in sicurezza e pulizia dell'area, servono fondi cospicui. "Il recupero e la valorizzazione di questo complesso confiscato alla camorra rappresenta una sfida importante per la nostra Amministrazione - dice il sindaco Vincenzo Caterino - ma senza finanziamenti pubblici adeguati ed una collaborazione delle istituzioni regionali e nazionali diventerà un'impresa difficilissima. Noi siamo pronti a fare la nostra parte insieme ad Agrorinasce".

 

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